Trapianto di Capelli e Calvizie 2011-12-25T17:32:57+00:00

Trapianto di Capelli e Calvizie

Si stima che in Italia a soffrire di perdita di capelli sia ben l’80% dei maschi e il 35% delle femmine, percentuale, questa, destinata a salire fino al 50% dopo la menopausa.

Il Trapianto di Capelli ad oggi rappresenta l’unico trattamento efficace nel lungo periodo per ripristinare i Capelli  nelle zone dove ormai i bulbi non sono più attivi o dove la Calvizia ha avuto la meglio.

Il Trapianto di Capelli non significa bloccare la Calvizia, né creare dal nulla nuovi capelli.

Semplicemente, con questa procedura chirurgica, i capelli già presenti sulla testa vengono distribuiti secondo una nuova densità, ricreando otticamente un rinfoltimento dei Capelli

La Calvizia può manifestarsi in seguito a numerose cause e quindi richiede più di qualsiasi altra malattia, un corretto inquadramento eziopatologico, sia per l’impatto psicologico che riveste, sia per evitare un peggioramento da inadeguata terapia.

Tra tutte le possibili e numerose cause di alopecia, senza dubbio, l’alopecia androgenetica rappresenta la forma più comunemente riscontrata, sia nell’uomo che nella donna. In passato è stata definita come uno stato parafisiologico del paziente di sesso maschile.

Oggi in seguito a ricerche più approfondite si è più propensi a considerarla come una condizione patologica cronica, geneticamente determinata, caratterizzata da una progressiva involuzione dei follicoli piliferi ad opera degli ormoni androgeni, con miniaturizzazione e progressiva scomparsa dei capelli che ne derivano, e si è visto che colpisce anche il sesso femminile.

La perdita dei capelli in alcune zone (fronte, tempie, vertice) , progressiva con l’età, si accompagna talvolta a conseguenze psicologiche piuttosto rilevanti; molti pazienti quindi consultano medici, dermatologi e chirurghi con la speranza di recuperare i capelli perduti ma le loro aspettative sono spesso poco realistiche.

L’alopecia nell’uomo (Calvizia maschile) e l’alopecia nella donna (Calvizia femminile) sono il risultato finale di due meccanismi che presentano fattori comuni  ma che di fatto sono processi distinti.

Le cause dell’insorgenza della patologia non sono ancora del tutto chiari e le teorie disponibili non spiegano le diverse reazioni biologiche dei vari pazienti alle terapie possibili.

  

Alopecia nell’ uomo (Calvizia maschile)

Alopecia androgenetica è il tipo di Calvizia è causata da fattori ormonali (androgeni) e genetici.

Effettivamente il gene recettore degli androgeni è stato associato alla forma di Calvizia maschile.

Le ultime ricerche hanno poi dimostrato la rilevanza genetica sia materna che paterna nel determinare la predisposizione e forma dell’ alopecia.

Ruolo degli androgeni nella patogenesi dell’alopecia

Il ruolo degli ormoni androgeni è stato rilevato per la prima volta osservando gli eunuchi, i quali non sono affetti da alopecia.

Nel caso in cui a questi pazienti si somministri una terapia ormonale sostitutiva, anche loro potranno presentare la alopecia androgenetica.

L’ormone direttamente coinvolto nella genesi della alopecia è il diidrotestosterone (DHT). Ciò è anche confermato dall’ efficacia del farmaco finasteride che riducendo i livelli di questo ormone è efficace nel trattamento del diradamento.

Gli androgeni influenzano i capelli attraverso un meccanismo complesso.

Il testosterone circolante nel corpo prodotto dalle ghiandole surrenali o dai testicoli è normalmente inattivo al 96%.

Il rimanente testosterone libero si diffonde nelle cellule del derma e viene convertito dalla “5 alfa reduttasi” diidrotestosterone (DHT).

La 5 alfa reduttasi  è un enzima composto da una coppia di isoenzimi.

La 5AR di tipo I agisce a liello pilosebacea e nella ghiandola sebacea.

La 5 alfa reduttasi di tipo II agisce nella guaina radicolare dei follicoli, nelle papille dermiche e nella prostata.

Nel citoplasma il diidrotestosterone  si lega al ricettore degli androgeni e viene trasportato all’interno del nucleo cellulare.

Successivamente il diidrotestosterone induce nel recettore una modificazione conformazionale tale da permette il legame del complesso al DNA che sono alla base dell’inattivazione dei follicoli piliferi.

Questo meccanismo di inibizione presenta delle varianti che spiegano il non omogeneo funzionamento delle terapie cliniche.

Il  diidrotestosterone provoca la miniaturizzazione progressiva del capello terminale.

A ogni ciclo di anagen, il capello regredisce diventando un po’ più sottile e trasparente.

Il processo di miniaturazzione dei capelli può richiedere un tempo molto variabile da soggetto a soggetto.

Dopo alcuni anni o decenni  i capelli si trasformano in vello per poi cadere lasciando il cuoi capelluto glabro.

Alopecia a pattern femminile (Calvizia femminile)

Anche nell’ambito della Calvizia femminile la scienza non ha ancora completamente spiegato il meccanismo causale.

Il fatto che il finasteride non funziona su quasi la totalità delle donne suggerisce un diverso meccanismo di diradamento.

Soltanto i rari casi di Calvizia femminile a forma maschile (Scala Norwood) sembrano beneficiare della terapia con finasteride.

Alcune ricerche hanno dimostrato che l’uso di minoxidil comporta benefici nelle pazienti donne, senza comunque comprendere quale sia il meccanismo d’azione.

La ricerca della soluzione

Dal punto di vista clinico i due farmaci che hanno dimostrato una certa efficacia ed hanno ricevuto l’approvazione del FDA (Food and Drug Administration) sono il finasteride e il minoxidil.

Non funzionano sempre ed hanno alcuni effetti collaterali da considerare.

Anche il dispositivo laser a diodi a bassa frequenza LLL ha ricevuto l’approvazione del FDA come efficace nel trattamento della alopecia androgenetica.

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