Alopecia Areata 2016-11-01T15:33:26+00:00

Alopecia Areata

 

 

L’alopecia areata è quell’alopecia che si manifesta con chiazze prive di capelli, localizzate in diverse regioni del cuoio capelluto o anche nelle zone del viso virile che nella maggioranza dei casi sono ricoperte dalla barba.

L’alopecia areata è una forma di alopecia non cicatriziale, ad andamento acuto e spesso recidivante, a decorso imprevedibile, che può interessare qualunque regione corporea ricoperta di peli.

L’eziopatogenesi di questa affezione è ancora oggi solo parzialmente conosciuta.

Fattori genetici svolgono certamente un ruolo importante, in quanto una storia familiare di alopecia areata è stata osservata in un’elevata percentuale di pazienti affetti.

Inoltre, diversi studi hanno messo in evidenza una significativa correlazione tra espressione di alcuni antigeni di istocompatibilità sia HLA I (B12, B16) che HLA II (DR4, DR5, DR11) ed insorgenza della malattia.

Pur non essendo ancora del tutto noti né il fattore scatenante comune né l’esatto meccanismo patogenetico, al momento attuale l’alopecia areata è considerata una patologia autoimmune organo-specifica, mediata da linfociti T diretti contro il follicolo pilifero.

A livello peri-follicolare dei soggetti affetti è stata infatti dimostrata la presenza di infiltrato linfocitario T ed aumentato rilascio di alcune citochine quali il Tumor Necrosis Factor (TNF), l’interleuchina-1 (IL-1) e l’interleuchina-8 (IL-8), con conseguente amplificazione della risposta infiammatoria.

Inoltre, è stato osservato che l’alopecia areata si associa con elevata frequenza a patologie autoimmuni quali la vitiligine, le tiroiditi, l’anemia perniciosa ed il lupus eritematoso e nei pazienti affetti è comunque frequente, anche in assenza di malattie concomitanti, il riscontro di autoanticorpi circolanti, in particolare anti-tiroide, antiparete-gastrica, anti-muscolo liscio, anti-nucleo.

L’alopecia areata può insorgere in qualunque periodo della vita e le prime manifestazioni non sono infrequenti in età infantile.

Dal punto di vista clinico si presenta con la comparsa improvvisa di chiazze rotondeggianti completamente glabre.

La sede della malattia è molto variabile.

Le regioni più colpite sono quella temporale e quella occipitale.

Possono essere interessate anche altre regioni corporee, quali la barba, le ciglia, le sopracciglia e qualunque zona coperta di peli.

Un interessamento ungueale è relativamente comune, in quanto si osserva nel 20% circa dei soggetti affetti da alopecia areata e può andare da una semplice punteggiatura della lamina, fino ad una severa distrofia di tutte le unghie.

Le chiazze di Alopecia hanno un andamento incostante: possono restare stabili (alopecia in chiazze), oppure evolvere verso una risoluzione spontanea, ma più frequentemente presentano la tendenza ad una rapida estensione, fino ad interessare tutto il cuoio capelluto (alopecia totale o decalvante) o l’intera superficie cutanea (alopecia universale).

Prognosi Alopecia Areata

Solo in meno della metà dei casi si osserva una guarigione completa con assenza di recidive nei 5 anni successivi. In alcuni pazienti continuano ad aprirsi nuove chiazze di Alopecia, mentre in quelle di più vecchia insorgenza cominciano a ricrescere i peli, mentre nei casi più gravi la situazione si stabilizza senza alcuna tendenza alla guarigione.

La prognosi migliore si osserva in genere in soggetti adulti che presentano una singola chiazza alopecica; fattori prognostici negativi sono considerati l’età di insorgenza delle prime manifestazioni (la malattia è più aggressiva nel soggetto giovane), la familiarità positiva, la localizzazione delle lesioni a livello della regione occipitale, la contemporanea presenza di alterazioni ungueali, la velocità di progressione e la durata della malattia.

Il trattamento dell’alopecia areata risulta estremamente difficoltoso e spesso insoddisfacente, sia perché un’elevata percentuale di pazienti non risponde ad alcuna terapia, sia perché alla sospensione dei trattamenti si assiste frequentemente alla comparsa di recidive.

I corticosteroidi topici o per via intralesionale vengono generalmente impiegati nelle forme di limitata estensione.

Farmaci immunosoppressori per via sistemica (ciclosporina A, corticosteroidi) sono spesso utilizzati nei quadri molto estesi e/o a rapida progressione e possono dare risultati soddisfacenti, pur rendendo necessario un attento monitoraggio dei pazienti, a causa dei frequenti effetti collaterali.

Inoltre, alla sospensione del trattamento segue quasi costantemente una ripresa della caduta di capelli.

La PUVA terapia, basata sull’irradiazione con ultravioletti di tipo A della cute precedentemente sensibilizzata con psoralenici, ha dato risultati incostanti.

Con l’applicazione di prodotti irritanti quali l’antralina, impiegata soprattutto nel trattamento di pazienti in età pediatrica, sono stati ottenute risposte variabili.

La terapia sensibilizzante topica consiste nell’utilizzazione di particolari sostanze, quali il difenilciclopropenone e l’acido squarico, in grado di scatenare localmente una reazione allergica da contatto.

La metodica prevede una prima sensibilizzazione della cute alla sostanza impiegata, seguita da ripetute applicazioni dello stesso prodotto a basse concentrazioni, al fine di mantenere una costante reazione infiammatoria di basso grado ed una conseguente stimolazione alla ricrescita dei peli.

Questa terapia ha dato risultati incoraggianti in pazienti selezionati, ma risulta comunque complessa e piuttosto impegnativa sia per il paziente che per il medico. In conclusione, al momento attuale, nessuna delle terapie maggiormente impiegate nel trattamento dell’alopecia areata risulta di semplice attuazione, né sicuramente efficace.

Anche nei casi in cui si riesca ad ottenere una remissione completa, inoltre, l’elevata incidenza di recidive determina spesso un ripetuto sottoporsi, da parte di questi pazienti, a trattamenti aggressivi e non privi di effetti collaterali.

Cause Alopecia Areata

Tra le cause dell’alopecia areata l’ipotesi più accreditata è quella di uno squilibrio a danno del sistema immunitario; i capelli possono rispuntare dopo un lungo periodo, ma in genere l’alterazione si riequilibra nel breve periodo.

A prescindere da fattori ereditari o ormonali, i capelli, come le unghie, risentono molto della qualità dell’alimentazione, che deve privilegiare gli alimenti ad alto contenuto di polifenoli o catechine, preziosi ossidanti indispensabili per la difesa dell’organismo.

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